Ed eccoci qui, arrivati anche quest’anno nel momento dei fantasmi, dei mostri e delle streghe! Al cinema è uscito IT, in tv fanno vedere horror agli adulti e cartoni a tema per i bambini, le vetrine sono state addobbate con zucche e scope volanti. Non impazzisco per questa festa, non la vivo e non la sento come quando siamo a Natale, ma i bambini adorano travestirsi e mangiare caramelle! Nonché si ha l’opportunità di creare qualche semplice lavoretto in occasione di questo evento.  Noi abbiamo costruito dei fantasmini da appendere ai rami secchi di un albero in giardino, ma si possono mettere ovunque.

Occorrente:

-pezzi di stoffa bianca

-elastici

-palline da ping pong

-pennarello nero

-nastrini bianchi

Tagliate dei quadrati di stoffa bianca e create due buchi nel mezzo per riuscire a far passare i nastrini bianchi che serviranno per appendere i fantasmi. Mettete le palline da ping pong sotto i nastrini e chiudete il tutto con un elastico per formare la testa dei fantasmi. Con il pennarello nero fate occhietti e bocca… Finito!

Facilissimo e vi assicuro, occupate i bambini senza stress e preoccupazioni, riuscirete anche a cucinare mentre loro li fanno!

Poi lasciate scegliere ai piccoletto dove appenderli,  magari in giro per tutta la casa! Buon divertimento!

Sono una donna e la mamma di una bambina…
Ultimamente mi chiedo cosa significhi essere una femmina… un essere che riproduce altri esseri? Un animo gentile? Una mente dalle visioni alternativa? O come sostengono in molti, un individuo perspicace, sensibile, amorevole? Non so cosa significhi essere una donna, esattamente, non lo trovo nemmeno così interessante, ma da tanto leggo e sento parlare di parità dei sessi, contrapposto alla differenza dei sessi. Onestamente mi sento spesso confusa, ma solo se penso a cosa dicono gli altri, poi faccio mente locale, cerco in me stessa e valuto basandomi sui miei pensieri. Sono una donna, sono intelligente, mia figlia lo sembra ancora di più e cosa ne concludo? Che desidero rispetto, in qualche caso autorità, senso di uguaglianza e tanto affetto. Non so se un uomo desideri l’affetto di cui sto parlando, quello che implica un abbraccio ogni tanto, condivisione, due chiacchiere, anche sul lavoro e non solo in famiglia. Parlo per me, non per tutte le donne, ma io trovo che il mio lato sensibile, intuitivo, accogliente, possa trovare posto anche nel mondo del business e forse potrebbe addirittura miglioralo. Mi piace l’idea di un posto di lavoro dove poter parlare, discutere di tutto, dove potersi affezionare ai colleghi e dove potrei farmi delle amicizie vere. I discorsi in questo ambito (Donne ed Uguaglianza) sono molteplici, alcuni troppo seri e politici, sto pensando alle donne che subiscono abusi sessuali sul lavoro, ai recenti stupri che mi hanno profondamente colpita (lo so, solo perché i media ci hanno tartassato sull’argomento, donne violentate ce ne sono tantissime, tutti i giorni, da sempre), ma il sentirlo fa sempre riflettere e fa bene a chi non pensa mai a questi problemi, magari viene anche a loro un barlume di umana comprensione! Non sono una femminista fanatica, mi piace avere affianco un uomo che sia cavaliere, ogni tanto, che mi offra una cena, mi apra la porta e mi faccia entrare per prima in un locale, mi faccia qualche complimento, mi aiuti a svitare un barattolo della marmellata, monti una libreria dell’Ikea! Però gli uomini dovrebbero ammettere che siamo anche noi intelligenti, brave e professionali sul lavoro, siamo mamme, mogli, amiche, amanti, figlie, zie e tantissime altre cose che ci rendono speciali, impegnate, ma fantastiche! Quindi meritiamo rispetto, la forza fisica di un uomo non deve mai farci del male, umiliarci, farci sprofondare… semmai dovrebbe essere un aiuto, un modo di completare certe nostre mancanze.
Io e la mia bambina siamo  fortunate ad avere un bravo papà e marito, nonché un fratellino dolcissimo e viviamo in un paese che ci protegge legalmente, perché qui in Italia abbiamo Diritti che fino a pochi anni fa non avevamo. Quindi il periodo storico ci è favorevole, l’essere cittadine Europee pure, ma ancora siamo a rischio maltrattamenti.
Poi penso alla mia grande passione, l’Arte, sapete tutti che nei secoli passati le donne non potevano dipingere, in realtà non potevano fare praticamente niente, poi ce ne è stata data la possibilità e tantissime grandi artiste sono annoverate tra le migliori del mondo, pari agli uomini. Eppure fatemi ricordare che Artemisia Gentileschi, pittrice di inizio ‘600, fu violentata dal suo mentore Tassi. Queste cose ci fanno sembrare deboli ed indifese, in effetti è così, ci sono occasioni in cui gli uomini possono prevaricarci, purtroppo sta a loro e non a noi questa decisione, la realtà è questa.
L’Arte è per alcune donne un mezzo per esprimere se stesse, il loro femminismo, la loro essenza. Kiki Smith, una top! La giovanissima Rupi Kaur! Scriverò la prossima volta di Artiste Donne che ben rappresentano me, mia figlia, tutte noi fanciulle nel mondo! Ci tengo! Questa direi che è stata una premessa, uno sfogo del momento, di dita che picchiettano veloci sui tasti del mio Mac.

Siamo nella stagione dei colori caldi, sfumati, intensi dell’autunno. Fare una passeggiata in un parco o in montagna appare come una magia, tutto ha diverse tonalità di giallo, rosso, marrone e verde. Magari potremmo incontrare un nanetto, qualche troll, un villaggio di gnomi; non vi sembra questo il periodo ideale per cercare con i propri cuccioli queste fantastiche creature del bosco?

E poi è in questa stagione che i bambini si divertono a raccogliere foglie, castagne, bacche, pigne… per metterli in una scatola dei ‘tesori’ o per farne dei lavoretti. I miei due bimbi usano questo materiale anche per cucinare delle buonissime pappe, ma va per la maggiore incollare foglie sui cartoncini, lavoro che Greta sta svolgendo anche a Scuola con la maestra di Arte. Qui apro una parentesi, sono piacevolmente sorpresa dal lavoro che svolgono i maestri con i bambini della prima primaria, fortunatamente l’Istituto che frequenta mia figlia ha maestri pazienti, disponibili, competenti e stiamo vivendo questo momento di cambiamento in modo sereno. Pochissimi compiti a casa (la maggior parte degli esercizi li svolgono in classe), tanti disegni e lavoretti.

Pensando ancora all’autunno, mi vengono in mente le zucche, belle da vedere e da mangiare! Usate per la festa di Halloween, ricordano il mondo del mistero e degli incantesimi ed ammettiamolo, ormai questa festa è entrata a far parte anche della nostra cultura. Vedo nei negozi addobbi ‘paurosi’, costumi da strega o da pipistrello, ragni, scheletri, fantasmini, ecc. Autunno vuol dire anche questo e noto che i bambini apprezzano e si divertono. Io dipingo anche i visi con mostruosi truccabimbi, ma ne parlerò a tempo debito! Per ora godiamoci la natura colorata e frizzante di questi mesi, coinvolgendo i nostri piccoli.

 

 

Per chi non lo sapesse, collaboro con BgNews scrivendo una rubrica dal nome GiocArte e sono stata invitata questo venerdì presso il Museo del Cavallo Giocattolo a Grandate, per un Press Lunch. Il curatore, Giovanni Berera, è sempre molto gentile e disponibile, quindi il suo invito è stato graditissimo. Scriverò sicuramente un articolo sulla mia prossima visita, ma intanto voglio dire due parole sul mio blog, questo Museo lo merita! Per facilitarmi il compito userò le parole dell’ufficio stampa che mi ha mandato il loro comunicato di presentazione, per questo ringrazio Emanuela Rotoli.

“Un’antica scuderia abitata da più di 600 cavalli … giocattolo. Sembra l’ambientazione di una fiaba e, invece, è un luogo reale, che sorge a Grandate, nei pressi di Como e del suo lago. In quella che un tempo era la scuderia del Portichetto, sorge ora il primo e ad oggi unico museo dedicato al cavallo giocattolo, uno dei simboli per eccellenza dell’infanzia, che abita da sempre l’immaginario di ogni bambino. L’idea di dar vita a questo luogo straordinario fu del Cavaliere del Lavoro Pietro Catelli, fondatore del Gruppo Artsana, tra cui c’è Chicco, il brand che ha fatto della felicità dei bambini la sua missione. Il Museo è, infatti, il museo d’Impresa dell’azienda comasca ed è inserito nel Chicco Village tra Il Villaggio dei Bambini (l’asilo nido aziendale) e lo store Chicco più grande d’Europa.
Quando fa il suo ingresso in Museo, ogni cavallo giocattolo riceve un nome, che ricorda la persona che lo ha cavalcato e racconta una storia. Alcune storie sono antichissime, altre sono divertenti ed altre ancora commoventi. Ascoltate tutte insieme raccontano di una tradizione da non dimenticare e di cui fare tesoro. Tra le sale risuonano nomi italiani, inglesi, cinesi e portoghesi: dal cubano Paquito all’italianissimo Bertin, passando per il cinese Tatzuo e la francese Francoise. Una visita del Museo è, dunque un giro del mondo al trotto.
Il Museo del Cavallo Giocatolo ideale dove adulti e bambini possono trascorrere una giornata insieme; un luogo suggestivo, dove passato e futuro si incontrano, dove le generazioni si scambiano sogni e ricordi, dove gli adulti tornano bambini e i più piccoli sognano ad occhi aperti.”

Ovviamente vengono organizzati anche dei laboratori didattici per le scolaresche e per le famiglie, invito tutti a visitare il sito del Museo http://www.museodelcavallogiocattolo.it