Lo sfogo scritto in precedenza potrei considerarla una premessa a ciò che in questi anni mi ha spinto a considerare maggiormente l’arte fatta dalle Donne, un filino di femminismo c’è in questa mia posizione, effettivamente sono di parte.  Senza nemmeno rendermene conto se vedo un documentario, un’intervista, un libro che parla di una Donna sono subito interessata, ovviamente se il personaggio affrontato è un’artista, lo sono ancora di più, ma in generale tutte le grandi Donne della storia le tengo in alta considerazione che siano scienziate, attiviste, ballerine, registe, ecc.
Il mio campo però è quello dell’Arte e proprio per questo tengo una rubrica sulla rivista DIMMI che tratta solo di ragazze artiste, sono davvero tantissime, ma a volte meno conosciute di tanti uomini con meno talento di loro. Non è solo una vacua considerazione il pensare che per una donna sia più difficile emergere nel lavoro rispetto ad un uomo, per esperienza personale in passato ho affrontato colloqui di lavoro dove per prima cosa mi chiedevano se ero sposata e se avevo già figli, altrimenti, per un datore di lavoro, ingaggiare qualcuno che starà a casa in maternità è un problema. Ora, invece, sono una mamma e mi servirebbe un part-time per poter andare a prendere i bambini a scuola, portarli a fare le loro attività sportive, stare a casa se sono malati…. quindi sono di nuovo un problema per chi mi deve concedere la dignità di lavorare come gli altri. Mi sono dovuta ingegnare a trovare qualcosa da fare a casa: il blog, le collaborazioni giornalistiche, cose che posso fare quando riesco e in qualsiasi orario, a volte di sera o la mattina alle 6.00
Nella mia situazione ci sono tantissime donne, mamme che non hanno il costante aiuto di parenti e che tra spendere soldi per un nido o stare a casa per seguire i propri figli, scelgono la seconda opzione per comodità e risparmio.
Cose già dette, cose già sentite, ma ricordarlo non fa male. Per fortuna gli esempi di altre fantastiche Donne mi spronano e mi invogliano a sentirmi felice di ciò che ho. Alcune le invidio, altre le ammiro, altre le studio con il mio pensiero artistico e ce ne sono tante che trovo strepitose.
La mia mamma è la prima, lo dico con il cuore, poi alcune conosciute in questi anni di scuola e quelle famose, concentrandomi sempre su quelle che più mi interessano, cioè le pazze, talentuose, fantastiche pittrici, scultrici, performer, architette… Una lista lunghissima di artiste, alcune molto famose ed altre meno, ma sempre e comunque intriganti!
Per le vostre future donnine vi scrivo alcuni nomi: Frida Khalo, Hadid Zaha, Alicè, Sofia Coppola, Peggy Guggenheim, Kiki Smith… Divertitevi ad approfondire la loro conoscenza, insieme alle vostre piccole donne o con i piccoli ometti che potranno apprezzare quanto una Signora possa essere brava, intelligente, appassionante!

Il mio bambino è un mezzano (4 anni) e qualche giorno fa sul mitico gruppo whatsapp delle mamme
della sua classe è arrivato un messaggio dalla maestra in cui ci diceva di fare utilizzare anche a casa ai
bambini le forbici in azioni di ritaglio diverse.
Era proprio della teoria di Maria Montessori lo stretto collegamento tra la motricità fine e lo sviluppo di
linguaggio in quanto interessano la stessa area del cervello.
Mi sono, allora, recata in una libreria dove lavora una mia carissima amica che conosce personalmente
tutti i libri che vende e, una volta espostole la mia necessità, ha individuato come sempre il libro giusto
per me… anzi per noi.
Mi ha infatti suggerito l’acquisto del libro “Taglia Ritaglia Attacca” della collana Libri Attivi di Chicchirichì
(Editoriale scienza) e, nonostante fossi un po’ perplessa in merito al costo del libricino (€14,90) per un
libro praticamente da distruggere, mi sono dovuta ricredere.
Usare le forbici per ritagliare forme e figure non è solo un piacevole divertimento per tutti i bambini.
Come ogni attività ludica, il ritagliare offre ampie possibilità di apprendimento e di esercizio di importanti
abilità psicomotorie, inerenti soprattutto la motricità fine e la coordinazione occhio-mano.
Abbiamo iniziato con il taglio di striscioline colorate che sono diventate un festone con l’ausilio di
qualche pezzo di nastro adesivo (pretagliato e già incluso nel libro), poi man mano si prosegue con il
libro, le pagine si trasformano in serpenti, marionette, vasi, maschere e la difficoltà di taglio aumenta con
l’abilità acquisita.

E’ stata una serata a tutta musica e divertimento quella che si è svolta sabato 21 ottobre al Teatro dell’Oratorio di Borgo Santa Caterina a Bergamo a partire dalle ore 21:00.
L’evento è stato organizzato per festeggiare con i ragazzi dell’Associazione AIPD di Bergamo la Giornata Nazionale della Persona con Sindrome di Down che si è tenuta l’8 di ottobre.
L’idea è nata dopo il successo ottenuto dall’evento nella serata organizzata a Montello (BG) nel mese di marzo 2017 e durante la quale i ragazzi erano stati i veri protagonisti della serata.
“Artisti Uniti per la Solidarietà” è un progetto nato da un’idea di Devis Manoni, con il supporto di Luca Battistini e Rossella Segatto che, circa un mese fa, ha ottenuto un importante riconoscimento per quanto fatto in questi anni. Infatti ha ricevuto il “Riconoscimento Giovanni Paolo II Città di Bisceglie” che ogni anno viene conferito a uomini, donne ed associazioni che si sono distinte per meriti religiosi, culturali, civili e umanitari.
Lo spettacolo del 21 ottobre di “Artisti Uniti per la Solidarietà” ha visto la partecipazione dei Ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down di Bergamo, al fianco di Devis Manoni con la sua band Xverso.

Insieme hanno presentato il tributo a Tiziano Ferro, Maurizio Ruggiero (Vittime Modà, tributo ai Modà), Max Minardi (Nient’altro che noi, tributo a Max Pezzali e agli 883), Arianna Ferrari (Real Emma Tribute, tributo a Emma Marrone) e Alessandro Ferrari (Nek Experience, tributo a Nek).


I ragazzi e ragazze di AIPD hanno inoltre fatto gli onori di casa accogliendo circa 250 persone e preparando un delizioso rinfresco tutto in autonomia (obiettivo primario dell’associazione) con il supporto di due educatrici che hanno coordinato le attività.
Il ricavato della serata è stato interamente devoluto ad AIPD Bergamo e sarà utilizzato a sostegno dei progetti di autonomia dei ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down onlus di Bergamo.