A volte mia figlia passa interi pomeriggi a disegnare, tagliare, incollare, creare oggetti e spesso riciclando ciò che trova in casa. Tutto di sua iniziativa, io nemmeno devo guardare perché vuole farmi delle sorprese! Poi non posso più buttare bottigliette, nastri, cartoni…. mi chiede di tenerli perché lei, con quelli, deve ‘lavorare’! In camera sua ha un piccolo scompartimento pieno di roba, un caos, ma effettivamente poi adopera quei materiali, quindi mi tocca proprio lasciarle tutto così com’è! Una sera, dopo l’ennesimo capolavoro assemblato, ho tirato fuori il libro di Raushenberg e le ho mostrato alcune opere che mi ricordano moltissimo le creazioni fatte da lei. Devo dire che ne è rimasta piuttosto sorpresa, poi interessata ed infine colpita. Da allora mi ha chiesto un paio di volte di farle rivedere certe sculture fatte dall’artista, in particolare le sedie o i cartoni, mi ha chiesto perché a lui hanno fatto un libro con sopra quelle strane cose, le ho detto che Rauschenberg era un uomo famoso e che il suo lavoro era proprio quello, creare opere ed il suo stile era unico, da lui immaginato e realizzato, poi altri lo copiano, ma l’originale è suo e basta.
Dopo aver scritto un articolo su come apprezzare l’Arte Contemporanea, eccomi qui a scrivere di un artista non facilissimo da capire, saranno in molti a chiedersi davanti alle sue opere: “Ma questa è Arte? Potevo farlo anch’io!” Eppure si, le sue strane sculture, alcune un ammasso di cose, sono pezzi unici, un po’ come l’orinatoio di Duchamp, per intenderci. Dal ‘ready made’ passiamo al Neo-Dada, una corrente artistica che include nomi illustri della Storia dell’Arte; ovviamente Robert Raushenberg e poi Jasper Johns, Yves Klein, Oldenburg, Jim Dine.
La loro filosofia era di creare qualcosa di contrario all’estetica tradizionale, in qualche modo volevano stupire, spesso usando materiali già esistenti o comunque tutto era ammesso: ferro, carta, oggetti di uso comune, fili, qualsiasi cosa! Quanti dei vostri bambini sfruttano l’inverosimile per produrre un’opera d’arte? Credo siano molti, è un concetto primordiale, si basa sulle capacità intrinseche dell’uomo di arrangiarsi con quel che si ha. Non ce ne accorgiamo ma lo facciamo tutti, in diversi modi e per vari motivi, qualcuno ha pensato di usare queste capacità innate per fare Arte.
Da qui nasce, forse, il pensiero negativo di alcuni di fronte a queste opere apparentemente inutili, brutte, inadeguate se paragonate alle sculture greche, ai dipinti di Caravaggio o Raffaello. In effetti non è facile andare al di là dell’oggetto per analizzarne il concetto di base e capire che molti degli artisti che hanno prodotto tali opere, sarebbero in grado di dipingere un quadro come Leonardo, ma non è ciò che vogliono rappresentare, quel tipo di lavoro non rappresenta ciò che sono e ciò che vogliono dire. Per questo a volte i disegni dei bambini ci fanno capire cosa provano, non con le parole, ma con dei tratti, con i colori, con le immagini e sta a noi interpretarli. Spesso ci dimentichiamo che l’Arte non è solo basata sulla tecnica, ma sui sentimenti e su dei concetti che si vogliono esprimere. Rimane uno dei mezzi più facili per raccontare, ma come tutte le arti, non deve sempre piacere! Certo se l’opera incompresa è stata fatta da nostro figlio, va sempre bene e possiamo chiedere direttamente a lui/lei cosa vuole rappresentare, quindi li incoraggiamo e li elogiamo, come è giusto che sia. Nel mio piccolo, posso solo dire che si possono cercare dei modelli di grandi artisti da paragonare ai lavoretti dei bambini, esistono, come Raushenberg o Basquiat.