Aperto da poco, finalmente queste strutture stanno prendendo vita in varie città, Verona è davvero vicina a noi, quindi perché non provare a prenotare una visita? Gli spazi sono ampi, le attività davvero divertenti, sia per noi famiglie che per le scolaresche, infatti lo propongo come un’uscita didattica interessante alle maestre.
Vengono organizzati diversi laboratori, molteplici attività, tutte basate sul desiderio di avvicinare bambini ed adulti al mondo STEAM (Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics). Quindi non solo Arte, ma l’intero e complesso mondo della conoscenza e dell’istruzione museale. Ho visitato lo scorso anno il MUBE di Milano, le fondamenta rimangono le stesse anche in questa struttura, si vuole offrire ai piccoli ed ai loro accompagnatori un’esperienza ludica e conoscitiva nello stesso tempo. Il ruolo dell’insegnante/genitore è fondamentale, devono partecipare assieme ai bambini a tutte le attività proposte.
Il Gioco è utilizzato per la comprensione di temi scientifici e non. E’ il mezzo di cui si serve lo staff per far comprendere ai nostri cuccioli argomenti difficili, ma più facili, se vissuti in modo divertente.
Considerate che l’ingresso è a numero chiuso e su turni, assolutamente necessario prenotare per essere sicuri di poter entrare.
Il Children’s Museum Verona è composto da un’area principale con attività esperienziali, la zona Museum vera e propria, e da una zona laboratoriale, il ThinkLab. Le due zone si sviluppano per 650 mq in totale e sono pensate per far interagire l’adulto e il bambino con le diverse installazioni.
Esiste anche una specifica area per bambini 0-3 anni.


L’attività Mungi la Mucca è uno spasso, vestono i bambini da fattori e gli fanno mungere davvero una mucca (finta). Poi vedrete la Parete Meccanica fatta di ingranaggi, carrucole, leve, nastri trasportatori e la Galleria di Luce. Nella Fun Zone si nuota nelle palline e poi mille altre zone da visitare e dove poter giocare.
Una possibile esperienza da vivere, per imparare qualcosa, divertendosi.

Per chi non lo sapesse, collaboro con BgNews scrivendo una rubrica dal nome GiocArte e sono stata invitata questo venerdì presso il Museo del Cavallo Giocattolo a Grandate, per un Press Lunch. Il curatore, Giovanni Berera, è sempre molto gentile e disponibile, quindi il suo invito è stato graditissimo. Scriverò sicuramente un articolo sulla mia prossima visita, ma intanto voglio dire due parole sul mio blog, questo Museo lo merita! Per facilitarmi il compito userò le parole dell’ufficio stampa che mi ha mandato il loro comunicato di presentazione, per questo ringrazio Emanuela Rotoli.

“Un’antica scuderia abitata da più di 600 cavalli … giocattolo. Sembra l’ambientazione di una fiaba e, invece, è un luogo reale, che sorge a Grandate, nei pressi di Como e del suo lago. In quella che un tempo era la scuderia del Portichetto, sorge ora il primo e ad oggi unico museo dedicato al cavallo giocattolo, uno dei simboli per eccellenza dell’infanzia, che abita da sempre l’immaginario di ogni bambino. L’idea di dar vita a questo luogo straordinario fu del Cavaliere del Lavoro Pietro Catelli, fondatore del Gruppo Artsana, tra cui c’è Chicco, il brand che ha fatto della felicità dei bambini la sua missione. Il Museo è, infatti, il museo d’Impresa dell’azienda comasca ed è inserito nel Chicco Village tra Il Villaggio dei Bambini (l’asilo nido aziendale) e lo store Chicco più grande d’Europa.
Quando fa il suo ingresso in Museo, ogni cavallo giocattolo riceve un nome, che ricorda la persona che lo ha cavalcato e racconta una storia. Alcune storie sono antichissime, altre sono divertenti ed altre ancora commoventi. Ascoltate tutte insieme raccontano di una tradizione da non dimenticare e di cui fare tesoro. Tra le sale risuonano nomi italiani, inglesi, cinesi e portoghesi: dal cubano Paquito all’italianissimo Bertin, passando per il cinese Tatzuo e la francese Francoise. Una visita del Museo è, dunque un giro del mondo al trotto.
Il Museo del Cavallo Giocatolo ideale dove adulti e bambini possono trascorrere una giornata insieme; un luogo suggestivo, dove passato e futuro si incontrano, dove le generazioni si scambiano sogni e ricordi, dove gli adulti tornano bambini e i più piccoli sognano ad occhi aperti.”

Ovviamente vengono organizzati anche dei laboratori didattici per le scolaresche e per le famiglie, invito tutti a visitare il sito del Museo http://www.museodelcavallogiocattolo.it

 

 

 

Con i miei bambini sono stata spesso a visitare questo Museo di Bergamo, soprattutto perché facilmente andiamo a fare un giro a Città Alta e l’ingresso per i minori di 18 anni è gratuito, mentre gli adulti pagano 3 Euro ed il biglietto include la visita anche del Museo Archeologico.
Appena saliti gli scaloni dell’entrata, ci si trova di fronte ad un Mammut, attrazione indiscussa di tutti i frugoletti che ho visto passargli davanti, i miei inclusi. Giulio ha due anni e quando ha alzato lo sguardo è rimasto rapito dalla mole di questo animale, l’ha indicato tutto contento ed ha esclamo: “GRAAANDE”!
Nelle diverse sale espositive ci sono i “modelli” di tante specie animali e non è difficile capire che ai bambini piacciono moltissimo: rapaci, serpenti, dinosauri, cetacei, coccodrilli, ecc. Per noi adulti non è niente di che, ma siamo solo gli accompagnatori di queste piccole menti, curiose e brillanti! Nelle sale, si può far finta di essere dei veri scienziati, utilizzando i microscopi e le schede esplicative che permettono di osservare particolari degli animali non visibili ad occhio nudo. In più c’è una stanza dedicata al ‘Museo da Toccare’ dove chiunque può usare il senso del tatto per capire come sia il pelo di qualche animale o le piume di un uccello. Questa cosa mi ha colpito tantissimo perché fin da piccola mi è sempre stato raccomandato di non toccare mai niente in determinati luoghi, musei in particolare, la classica frase sentita migliaia di volte è: “Guardare e non toccare” ed invece qui si può, anzi, si deve toccare!!!! Bellissimo! Infatti anche io e mio marito abbiamo usufruito dell’occasione.
Praticamente affianco a questo Museo, c’è l’ingresso a quello Archeologico, ma onestamente i miei figli non l’hanno gradito molto, forse non hanno ancora l’età giusta per apprezzare quel genere di esposizione. Quindi abbiamo fatto un giro velocissimo e poi siamo andati a pranzo, perché Città Alta offre numerosi ristoranti idonei per le famiglie e quando andiamo, ci sentiamo un po’ come dei turisti in vacanza, seppur rimanendo nella nostra città. Dopo mangiato, si può sempre andare in Piazza Vecchia a giocare con la fontana, (adesso che è estate, preparatevi ad essere bagnati dai vostri ribelli), oppure si può salire a cavalcioni dei leoni in pietra (o marmo, non so), di fronte alla Basilica di Santa Maria Maggiore, un classico dei bambini bergamaschi. E’ vero che viviamo in una città provinciale, ma trovo che a Bergamo ci siano molte attività da poter svolgere in famiglia. Basta informarsi e troveremo sicuramente qualcosa da fare con i nostri cuccioli.

http://www.museoscienzebergamo.it/web/

Per dare inizio a questa categoria di Musei idonei a famiglie, mi sento in dovere di considerare per primo il museo della mia città. La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo segue da anni il progetto “Bambini e Famiglie”, proprio per dare a tutti l’opportunità di avvicinarsi al mondo dell’Arte.
Organizzano visite guidate per famiglie con due diversi percorsi dedicati, in più, in occasioni speciali, vengono programmati dei laboratori didattici come quello che si svolge a Dicembre per l’arrivo della magica Santa Lucia e durante tutto il periodo invernale, con il GAMeC Sunday Time, la prima domenica di ogni mese, i bambini verranno portati a compiere un viaggio alla scoperta dell’arte.
Ma adesso si avvicinano le vacanze, sta per arrivare l’estate ed in questa stagione il museo ha pensato di proporre per i bambini dei laboratori di 5 mezze giornate, nel mattino o nel pomeriggio. Gli anni vanno dai 6 ai 14 e ciascun percorso è dedicato ad una specifica fascia d’età. Vi invito a visitare il sito del museo www.gamec.it  per avere informazioni più precise.
Nel museo esiste anche un’aula chiamata lo Spazio Ordine e Disordine che accoglie workshop di sperimentazione ed è possibile utilizzare questo ambiente anche per festeggiare i compleanni dei nostri piccoli.