Se c’è una cosa che mi piace fare è scrivere. In qualche modo risulta uno sfogo, un mezzo di comunicazione potente e diretto. Perdonatemi, ma so che questa pagina è seguita da diverse persone e per la prima volta sfrutto l’occasione. Ciò che sto per scrivere non è gioioso e non è inerente al mondo dell’Arte. Sono chiusa in casa da tipo 20 giorni, ho pensato di esprimere i miei pensieri come meglio mi riesce, con queste parole. Come tutti i cittadini di Bergamo, mi sento sconvolta, a dir poco riflessiva e particolarmente fragile mentalmente. Dormo male di notte e la prima cosa che faccio la mattina è attaccarmi ad Internet per leggere come si sta evolvendo la situazione… sta migliorando, ma non troppo. Mi ricordo quando bevevo il mio caffè alle 6.30 da sola, sfogliando una rivista, in attesa del risveglio dei miei bambini per prepararli prima di scuola. Mi sembrano tempi lontani e bellissimi. Ora sono qui che conto i morti, alcuni conosciuti, alcuni di amici, per fortuna nessun parente stretto. Così inizia la giornata, continua sempre in malo modo dentro di me ed a volte piango di nascosto, non mi faccio mai vedere così fragile dai bambini che per altro hanno capito tutto e sanno perfettamente perché non possiamo uscire o vedere nessuno, meglio di molti adulti, evidentemente.
Non so, mi sembra di vivere un’altra vita, seppur consolata dai visini dei miei cuccioli, mentre giocano e ridono sereni. Quindi penso a chi è a casa da solo, mi tiro su di morale e si va avanti. Poi vedi mezzi militari trasportare corpi in altre città per la cremazione. Poi apri le finestre e vedi una famiglia in giro a passeggio, chiedi particolarmente inalberata dove diamine stanno andando e ti mandano a quel paese. Poi vai a fare la spesa dopo 10 giorni e fai una coda di 45 minuti con guanti e mascherina e ringrazi dentro di te la cassiera o il ragazzo che sta sistemando gli scaffali. Poi in Facebook vedi il lavoro sovrumano che stanno compiendo medici ed infermieri e poi di nuovo una telefonata di chi ti dice: “Sai chi è morto?”…
Poi leggi i messaggi di bambini malati in isolamento da mesi per le cure che stanno sopportando e che ci chiedono di restare a casa… a noi, che abbiamo televisione, Ipad, videogiochi, in particolare la salute… quindi proprio non capisco come sia possibile non riuscire a stare a casa.
Non solo, penso a mia nonna, nata durante la Prima Guerra Mondiale, ha vissuto la Seconda nascondendo dei partigiani nel fienile, dormendo con il rombo degli aerei che bombardavano e la paura di qualche tedesco che sarebbe arrivato a sparare a lei o a qualcuno della sua famiglia. Vivevano con poco cibo, nessuna connessione 4G, nessuna videochiamata ai parenti lontani.
Quindi i dubbi mi assalgono, perché ci stanno semplicemente chiedendo di restare chiusi in casa, non di andare al fronte. Non ci stanno dicendo che se sei ebreo, omosessuale, zingaro… allora ti deporto in un campo di concentramento a morire. Dunque perché, perché vedo gente che corre dal mio balcone, famiglie che passeggiano, gente ignorante che ancora non ha capito la reale situazione? Fortunatamente sono pochissimi, la maggior parte di noi bergamaschi ha davvero appreso cosa fare e segue le regole, indispensabili per uscire da questo dramma, senza rompere le balle a nessuno, senza clamore, senza chiedere niente a nessuno.
Tornerà il giorno in cui tutti andremo al lavoro, i bambini a scuola, a danza, in piscina, al cinema o fuori a cena. Torneranno sicuramente quei giorni e magari parleremo di questo Coronavirus come un brutto ricordo, passato, sconfitto.
Oggi mi sento sconsolata, triste, preoccupata.
Ma so anche un’altra cosa, sicura come l’oro, cioè Bergamo è dura a morire. Noi non chiediamo nulla, non diciamo molto, viviamo i nostri sentimenti nel privato, siano felici o meno. Noi non sbraitiamo in televisione, non siamo gente che aspetta l’aiuto altrui, cerchiamo di fare tutto da soli. Stavolta mi pare un’impresa impossibile, un concreto aiuto ci serve, seppur ci faccia male ammetterlo. Pacatamente lo stiamo chiedendo, ma non arriva!
Viviamo un un silenzio assordante, squarciato solo dalle sirene delle ambulanze ad ogni ora del giorno. Qui la gente muore e non solo gli over 60 perché anche i giovani se ne stanno andando. Jessica di Pedrengo aveva 43 anni, il barista di 37 anni che mi ha versato più volte un bicchiere di vino, un papà di 42 anni… tutte persone giovani che se ne sono andate per questo virus con la corona… la lista è infinita, ma se ci penso potrei nuovamente piangere davanti al computer.
Quindi la finisco qui e dai, stiamo in casa, non è così difficile se si pensa a chi è stato in guerra, a chi ha un tumore ed è in terapia, a chi ha un papà o una mamma trasportati in quei camion militari… un fratello, un nonno o una nonna, una sorella, un amico in terapia intensiva attaccato ad una bombola di ossigeno che si fatica ad avere.

Siamo a casa da una settimana, davvero, non per scherzo. Non usciamo con il cane, non facciamo giri in bici, non andiamo al parco. Sono andata io, da sola, una volta, a fare la spesa. Ci tornerò tra un paio di giorni, sempre da sola, cavolo, è il minimo. Perché vedo postate foto di chi lavora in ospedale, leggo di persone che non hanno potuto salutare per l’ultima volta un proprio amato parente o amico, capisco che la situazione è tragica, lo dico io che un mese fa ridevo di chi stava chiuso in casa, non avevo capito la situazione, ma adesso si, assolutamente si.
I miei bambini non vivono questo momento come noi adulti, ma oggi ho spiegato, piuttosto inalberata, la situazione a Greta. In mille modi le ho cercato di fare capire la situazione, ma lei, 9 anni, la vive come una vacanza… no no… non siamo in vacanza, siamo tutti a casa perché la gente muore, vediamo di connetterci! A Giulio non ho certamente fatto questo discorso, non ha nemmeno 5 anni, ma a lei si. Greta si lamenta per i tantissimi compiti, non ascolta, vuole farsi i fatti suoi, ma NON SEI IN VACANZA. Siamo tutti a casa, papà, mamma e Giulio, per un motivo preciso, cioè la gente sta male, non dobbiamo avere contatti con nessuno per limitare i danni e soprattutto un mucchio di persone lavorano 18 ore al giorno in ospedale per assistere i nostri cari… Che cavolo, vediamo di informare seriamente anche i bambini che possono comprendere.
Noi viviamo a Bergamo, la città più colpita, vediamo di capirci, anche con i bambini: STIAMO IN CASA. Per salvaguardare noi stessi, i nostri parenti, i nostri concittadini. Non è difficile, ce la possiamo fare, seppur ci saranno momenti di grida, di discussioni, di litigi veri e propri… Due bambini, un cane, una mamma ed un papà sempre nello stesso posto, è una prova da affrontare, ma può essere un modo per vivere davvero insieme, come mai prima.
Io amo la mia città, sono davvero orgogliosa di essere Bergamasca e viviamo questo dramma con assoluta dignità e con forza, permettetemi di scrivere, come solo un Bergamasco potrebbe fare.
Forza Bergamo, forza famiglie, se staremo tutti in casa ce la potremo fare!

Parola d’ordine STOP. Basta con il far sentire i genitori afflitti durante le riunioni, basta sentirsi dire che non siamo abbastanza presenti. Stop ai rompi di turno che partono col dire che bisogna presenziare a tutte le loro attività o non siamo bravi genitori. Ne ho piene le scatole. Chi parla ad un gruppo di mamme e papà, pensi che ha di fronte persone impegnate nel lavoro, nel portare i figli in giro tutti i giorni per vari motivi… persone che cercano di fare il possibile per GIOSTRARSI tra lavoro, attività sportive dei figli, catechismo, compiti, malattie… Magari li devi pure portare dal dentista o dal dermatologo. Magari hai anche un animale domestico da accudire. Magari cerchi di ritagliarti uno spazio per andare tu a fare qualcosa, ogni tanto.
Io, di mio, sono già una donna abbastanza ansiolitica e sempre preoccupata di fare il meglio che posso, super organizzata, piuttosto schematica e precisa nell’ incastrare gli impegni di tutti durante la settimana. Non riesco a fare tutto, non posso essere in due posti contemporaneamente e purtroppo non ho un reale sostegno di marito che lavora tutto il giorno o di una baby-sitter. Ho scelto di lavorare da casa proprio per poter seguire i bambini, ma non sono certo la maga Magò. Chissà in quanti sono messi peggio di me e chissà quante volte gli sarà capitato di sentirsi delle merde perché non sono riusciti a fare qualcosa o presenziare da qualche parte per i loro bambini.
Non è che siamo tutti genitori del piffero, non è che ce ne sbattiamo, è che non siamo esseri con poteri magici. Esisteranno sicuramente persone che se ne fregano dei figli, ma in percentuale immagino saranno l’1%.
Allora STOP. Stop alle critiche nei nostri confronti, stop a quest’idea di base che ci vogliamo fare i fatti nostri. Se non veniamo ad una riunione, se non veniamo ad una giornata organizzata da chissà’ chi, se non ci vedete, non è certo perché stiamo giocando alla Playstation, caspita! Di base potremmo avere anche altri figli, avere un altro impegno, essere in vacanza con la famiglia. Qui apro una parentesi. Tutti a discutere su quanto sia importante stare in famiglia, ma se quando parti insieme a tuo marito ed ai tuoi figli per un viaggio, un week-end, un giorno… caspita, salti quella determinata riunione e quindi sei una merda. E qui subito mi parte la vena riflettendo su un’altra idea: “La qualità trascorsa con i figli, è meglio della quantità.” Forse vale per chi non trascorre effettivamente tante ore con la prole, altrimenti li si sgrida, si passano momenti di noia, si discute, si vive davvero insieme a loro e la qualità, in questi casi, è decisamente discutibile.
Il mio sfogo sta degenerando, sarebbero davvero milioni le parole che potrei utilizzare per esprimere il mio disprezzo verso chi parla a vanvera, senza riflettere su cosa sta dietro quella persona seduta su una scomoda sedia che ascolta quanto sia una merda lei e quanto deve fare per il suo bambino, altrimenti sarebbe da fustigare.
Dai dai, prima di parlare, potete riflettere e non essere così acidi con noi genitori… perché probabilmente lo siete anche voi e per venire a rompere i coglioni, avete lasciato a casa i vostri figli o avete saltato un’appuntamento e certamente non sarete infallibili. Oppure non avete figli e quindi trovo sadico rompere le palle a chi li ha.
Noi siamo quelli che la mattina controlliamo di nascosto la cartella dei figli per verificare che abbiano messo tutto l’occorrente della giornata, manco fossimo spie russe, tipo mission impossible, perché non devono saperlo, bisogna farlo senza ledere la loro autostima. Siamo quelli che escono di casa velocissimi, sul filo del ritardo e che possono, a volte, lasciare quello stesso zaino appena controllato in salotto, poi arrivi a scuola e ti accorgi della dimenticanza. Il lunedì è il più tragico, può capitare di non portare la bavaglia e la salvietta del piccolo, cavolo, erano proprio sul mobile d’ingresso, nell’apposita sacchetta, eppure niente, li hai lasciati lì!
Siamo quelli che escono dal lavoro su permesso per presenziare ai saggi, le recite, i colloqui, le feste di compleanno degli amichetti. Noi ci prendiamo giorni di ferie quando i bambini sono malati e non dormiamo la notte per seguire religiosamente la somministrazione degli antibiotici. Non dormiamo quando hanno un incubo. Non dormiamo se è appena arrivato un nuovo fratello/sorella da allattare, ma dobbiamo comunque essere vigili e presenti per gli altri cuccioli, perché altrimenti hai i sensi di colpa e magari li fai ingelosire troppo del nuovo arrivato. Siamo quelli con il kit del primo soccorso in macchina, in valigia, nella borsa, perché si sa, ogni momento è buono per far si che i nostri pargoli si facciano male.
Questo perché siamo genitori, questo perché abbiamo la fortuna sfacciata di esserlo e cerchiamo di essere il meglio del meglio per i nostri figli, ma non siamo immuni all’errore e non possiamo fare tutto. Per cui STOP. STOP. Basta col farci sentire inaffidabili, irresponsabili, menefreghisti.
Nella realtà dei fatti siamo persone che ce la mettono tutta per seguire i figli, loro vengono sempre prima di noi perché li adoriamo. Tenetelo presente prima di giudicare o criticare una mamma o un papà.
Grazie

Ci siamo! Il tempo ci permette di dire che siamo giunti nel momento più caldo e divertente dell’anno, ESTATE sia. Mangiare all’aperto, bagni e giochi con l’acqua, pedalate in bici o giri sui rollerblade, gite al lago o in montagna, per i più fortunati MARE. Noi siamo ancora in città, abbiamo appena superato la varicella di Giulio, ma non mi lamento, meglio ora che più avanti negli anni! Comunque Greta è stata a Monte Isola dalla nonna S. e sta facendo un Cre sportivo davvero coinvolgente, con tanta piscina, tennis, hip-hop ed addirittura chitarra! Lavoretti in giardino ne creiamo, ma attualmente hanno desiderio di fare altro, anche solo giocare a palla. Artisticamente parlando, stiamo più sfogliando libri che altro, al fresco di casa, durante le ore più calde. Ma ieri pomeriggio, il papà, ha montato la piscina e probabilmente, per un po’, vorranno solo tuffarsi!
Quindi saremo off-line per un periodo più o meno lungo… Per cui Buone Vacanze a tutti e appena avrò qualcosa da segnalare non mancherò di certo!
Ciao

Vivo in una città, Bergamo, dove la tradizione dei Burattini è forte e ben radicata. Come genitori orobici, immagino avremo tutti partecipato a qualche spettacolo di Burattini da bambini, ora ricomincia il ciclo con i nostri figli. Io ho vividi ricordi dei Burattini in Piazza Vecchia a Città Alta, in estate, ed ovviamente ci sono stata anche con la mia bambina una domenica pomeriggio. Posso affermare che si è fatta delle grasse risate nel momento delle ‘classiche bastonate’…. credo saprete di cosa sto parlando! Era piccola, ma si era molto divertita. Poi le è capitato di partecipare ad altri spettacoli, una volta è andata con la nonna ad una festa sportiva all’oratorio di San Tomaso ed è tornata a casa felicissima! Ora è lei a provare a realizzare qualche esibizione in casa. Si chiude in camera e con cannucce, carta, forbici, scotch e pennarelli organizza, crea ed allestisce i suoi show. Il fratello partecipa alla messa in scena, soprattutto quando arriva il Dinosauro! Ovviamente sono Burattini inventati da Greta, non sono certo basati sugli originali, ma hanno un loro senso e soprattutto i bambini si divertono.

TEATRINO HAND MADE

Da mamma vi dico, tra il tempo di creare e poi quello di esibire, trascorrono un paio di ore in pace ed armonia. A volte non si sa più cosa fare con i propri figli per passare il tempo, me ne rendo conto, in particolare durante i week-end piovosi, quando sono a casa annoiati. Realizzare un teatrino casalingo, è un consiglio per chi, come me, deve pur far finire la giornata con due piccoli energetici a cui badare!
In ogni caso sta per ricominciare la stagione dei veri Burattini, ci saranno moltissimi posti dove potremo andare a vederli! Vi consiglio di andare ad assistere insieme ai bambini ad uno spettacolo, magari poi avrete modo di partecipare ad un teatro casalingo molto divertente e speciale!!! E comunque anche questa è un’Arte, magari poco pubblicizzata, ma fare un vero burattino e poi usarlo in uno spettacolo, è assolutamente una forma artistica e creativa, da non sottovalutare.

Io e mio marito siamo insieme da 19 anni, prima di sposarci ed avere i nostri due splendidi bambini, abbiamo condiviso diversi viaggi, poi, con l’arrivo di Greta, abbiamo deciso di non smettere, partendo con voli soft e mete più pratiche, ma senza rinunciare a nulla! Poi è nato il nostro principino, ma a 4 mesi già era su un’aereo! Certo non sono vacanze identiche a chi è fidanzato, ma i luoghi, i Musei, gli edifici storici, la natura, il cibo… quello è sempre uguale! Vivere questo tipo di esperienze con i figli è a mio avviso ancor più coinvolgente, al di là di qualche capriccio, litigio, pisolino… Loro, i bambini, assaporano tutto, vedono tutto, apprezzano cose che noi adulti non riusciremmo a scorgere, sono un paio di occhi in più, una visuale diversa e più attenta di ciò che stiamo visitando. Mi stupisco spesso di quando uno dei miei due piccoli compagni di viaggio mi dice: “Mamma, mamma, guarda lì, non hai visto che c’è un falco?” Oppure un geco, un’iguana, un quadro super colorato del Museo, una luce del sole particolare, una pianta strana, una foglia di forma diversa, un fiore profumato, un’infinità di cose che probabilmente non avrei considerato nello stesso modo… Mi rendo conto che poter viaggiare sia un lusso, non è che tutti possano programmare certe mete, ma so anche che per i bambini, tutto è magia e vedono il mondo pieno di Arte, a loro modo. Dopo il viaggio on the road in Florida, difficile e sfiancante più per noi genitori che per i figli che dormivano in macchina, abbiamo vissuto tanti momenti unici ed entusiasmanti, dai galletti selvatici in giro liberi a Key West, agli Alligatori nelle Everglades, poi DisneyWorld ad Orlando, Miami con i grattacieli ed in più Wynwood con i murales ed i Musei di Arte Contemporanea. Mai una lamentela, mai un chiederci “Quando siamo arrivati?”. Piuttosto dormivano in macchina. Per non parlare del viaggio di andata, qui devo aprire una parentesi perché è stata un’odissea con due figli di 4 e 8 anni…. Partenza Malpensa alle ore 11.00 confermata dall’agenzia il pomeriggio prima… tutto nella norma… in macchina apro la app dell’American Airlines per verificare la partenza del volo, ma scopro che il 206, il nostro, non era alle 11.00 ma alle 9.00

Abbiamo quindi perso l’aereo, incazzati, agitati, chiamiamo l’agenzia che ci prende un volo all’ultimo per New York, ma nel pomeriggio…. Attesa di ore a Malpensa…. Atterraggio a NY, volo per Miami alle 6.00 del mattino quindi tutti in piedi alle 3.30. Di nuovo fila per bagagli, controlli, check-in… una giornata di vacanza persa.

Ed i bambini MUTI!!!!!

Anche in questo caso i più stressati eravamo noi grandi!!!! Mio marito imbestialito con l’agenzia, io stanca… loro assolutamente pacifici, in attesa di vedere il mare, fare i bagni, incontrare gli alligatori e Darth Vader!

Avrei davvero mille foto stupende per farvi capire la gioia dei bambini, ma come avrete capito, non pubblico mai i loro bei faccini, una mia scelta personale, assolutamente non condivisibile, ma credo avranno modo e troppo tempo in un futuro per farlo loro da grandi!

Alla fine il viaggio è andato benissimo, tutte le preoccupazioni iniziali, su come sarebbero stati i cuccioli, superate! Parlando di Arte, ribadisco che hanno quindi visitato il Museo Perez, il quartiere di Wynwood a Miami e soprattutto la natura incontaminata delle Everglades. In più abbiamo alloggiato in un resort di Disneyworld, Animation Art, basato sugli schizzi preparatori dei cartoni… Pareti giganti ricoperte di Saetta, Ariel, Nemo, Ursula, Cricchetto… tutti disegni, tutti fatti a mano. E l’orgoglio finale è stato vedere mia figlia che sul volo di ritorno ha fatto ben due ‘opere d’arte’ sulla Florida, con palme, alligatori, fiori e la Sirenetta! Una degna conclusione! Speriamo se lo ricordi quando sarà diventata più grande, perché io ed il papà, non dimenticheremo certamente questa bella esperienza!

Domani pomeriggio andremo ad un laboratorio-lettura organizzato dal Museo Bernareggi. Parteciperemo io e mia figlia, con la mia cara amica Gaia e suo figlio Filippo… Mi frullano in testa un sacco di pensieri, vivendo nel mondo dell’Arte da tantissimi anni, mi sono accorta che spesso, chi scrive e partecipa a determinati eventi, è di una certa età… non ho nulla in contrario, ma la cosa mi fa riflettere… la professionalità e la competenza di persone veterane del settore, la comprendo e la stimo, ma ogni tanto, penso a quanto sarebbe corretto lasciare maggiore spazio ai giovani… da qui nascono le mie parole, dalla sorpresa inattesa, di un giovane e preparato ragazzo che ho avuto la fortuna di incontrare… una piacevole ed inaspettata presenza, gentile, educata, con un’innata sensibilità alla bellezza in tutte le sue forme… Giovanni Berera è un ragazzo sensibile all’Arte, preparato, pignolo sul suo lavoro, disponibile e molto, molto bravo! Segue diversi progetti, è curatore di Musei e partecipa a numerosi eventi, passando dall’Arte Sacra a quella Contemporanea. Essendo questo il mio Blog, come spesso vi ho spiegato, posso permettermi di esprimere le opinioni senza alcun filtro, in totale libertà. Sul laboratorio di domani verrà pubblicato un pezzo per BergamoNews, nella mia rubrica GiocArte, ma lì non potrò esprimere appieno i miei pensieri… sono davvero felice di vedere come un giovane intraprendente ed esperto, sia in grado di navigare in questo mondo artistico, con assoluta naturalezza ed efficacia. Lavora moltissimo con e per i bambini, sia nel Museo del Cavallo Giocattolo a Como che a Bergamo per il Museo Bernareggi, i luoghi che conosco e che ho avuto la possibilità di visitare con i miei occhi. Probabilmente farà altro, ma posso scrivere solo ciò di cui sono sicura. La nostra è una conoscenza superficiale, un incontro e stalkeraggio da parte mia sui social networks, cioè, leggo tutto quello che Facebook mi mette nella Home su di lui, proprio per questo lo tagghero’, per non apparire una psicopatica… ma detto tra noi, il nostro unico incontro è stato a Como, presso il Museo del Cavallo Giocattolo ed era il più giovane tra gli astanti della tal presentazione, cordiale ed efficiente con tutti, davvero una persona che si può definire squisita, seppur molto esperto.
Largo ai giovani insomma! Soprattutto in determinati campi, dove pare sia indispensabile avere alle spalle una ventina di anni di esperienza, importante, per carità, ma non si cambia il mondo con un sessantenne, semmai con un trentenne… con un ventenne… con chi ha voglia di lavorare e potrà davvero dare una nuova visione, un indirizzo ed un barlume di speranza a tutti.

A casa da una settimana con Giulio malato. Come molti bambini ha preso il virus della febbre alta (abbiamo raggiunto i 39,7) e la noia micidiale di chi non sa più cosa fare. Lego, didò, cartoni, libri, coccole, ma la giornata è lunga… Per fortuna la sorellina va a scuola e per ora sta bene, almeno lei continua la sua normale vita di bambina e continua a fare i suoi lavoretti. Per Carnevale ne ha realizzati davvero molti, alcuni li ho pubblicati sulla pagina Facebook di Guardarte, piccole soddisfazioni di mamma e piccoli momenti di evasione dalla malattia.

A volte un disegno, un braccialetto, una mascherina, fanno sorridere e ti cambiano la triste giornata. Tutti voi, mamme e papà, sapete di cosa sto parlando. Niente lavoro, niente routine, niente uscite… per giorni in casa con un bambino che sta male, ci fa preoccupare. Poi medicine, visita dalla pediatra, esame pcr, termometro sempre a portata di mano, bicchieri di acqua o the per idratare, pasti buttati via e dunque fai i ghiaccioli…. quelli li mangia… fazzoletti ovunque, muco starnutito, ovunque, ecc… Niente di grave, tutto lavoro da mamma, l’importante è che si riprenda ed è normale sentirsi stanchi per le notti insonni e le giornate barbose. Attualmente, però, aspiro anche solo ad uscire per fare la spesa, sono messa male!!! Invece, quando arriva la nonna che in questi giorni sta andando a ritirare Greta da scuola, esco per andare velocissima in farmacia o a comprare il latte per la colazione, sempre con il pensiero del piccolo che sta male.
Rimango sempre dell’idea che seppur in una situazione tale, io sia fortunata ad avere dei figli, in realtà sani ed intelligenti. Questi giorni passeranno, Giulio tornerà un piccolo tornado, mi arrabbierò per le sue marachelle e lui mi darà un forte abbraccio per tranquillizzarmi, furbetto!
A breve, abbiamo in progetto dei lavori con i rotoli di carta igienica, ne riparleremo appena riusciremo a lavorare insieme, senza tosse e febbre!

Oggi scrivo qualcosa di molto personale, sono appena stata in ospedale per l’ennesimo intervento di mia mamma, niente di grave, ma ha 70 anni e si sa, con l’avanzare dell’età, tutto diventa più difficile e preoccupante. Di famiglia siamo persone che non si lamentano, non vogliono pesare sugli altri e tendenzialmente cerchiamo di essere positivi.
In questi casi viviamo tutto con il sorriso, ma poi penso alla mia mamma, alla nonna dei miei bambini… NONNI! Oggi sono diventati indispensabili per le nostre famiglie, ci aiutano al bisogno e viziano con amore i nostri figli, più di quanto facessero con noi! Anche loro collaborano ai giochi, ai lavoretti, si prodigano a fare disegni, origami, a piantare un fiore o ad addobbare la casa per le varie festività. E’ mia mamma a fare i fantasmini di Halloween, è lei a creare le ghirlande di Natale, sempre lei a cucire un buco sui pantaloni o ad usare ago e filo per fare un vestito di Carnevale. E’ lei ad avermi iscritto senza battere ciglio all’Università con indirizzo Arte e progetto, sapendo benissimo che poi non ci sarebbero stati grandi sbocchi lavorativi, ma mi ha sempre aiutata e supportata.

Nel suo piccolo giardino, nelle belle stagioni, allestisce un mega tavolo con ogni sorta di materiale per far creare ai suoi nipoti tutto quello che desiderano: nastri, bottoni, pennarelli, scatole di cartone, colla a caldo o vinavil, legnetti, pigne, foglie, sassi, stoffe, lana…
Per loro è un vero spasso, si divertono e tornano a casa felici di aver realizzato qualcosa di bello con le loro mani. Poi insegna ai suoi piccoli come fare giardinaggio, li fa sporcare, come è giusto che sia, lavori pedagogici senza nemmeno volerlo.
In più è un’ottima cuoca, l’ultima volta che ha fatto gli gnocchi ha spiegato come farli alla mia principessa, le dice come fare le sue torte, se c’è l’occasione la fa partecipare e solo per il fatto di cucinare con la nonna, Greta è davvero soddisfatta e molto concentrata. Quando cucina con me si annoia più facilmente, ma con la nonna è super attenta e collaborativa.
I nonni sono un bene prezioso, da valutare e ringraziare. Artisti di vita e di amore. W i Nonni.

10gg fa mia figlia è malamente caduta dal monopattino e si è fratturata Ulna e Radio. Stamattina primo controllo e raggi… sembra andare tutto bene, ma venerdì prossimo altro controllo con raggi… e forse, dopo 35gg di gesso, saremo a posto! Dico saremo, si, perché i genitori sono sempre più preoccupati ed ansiati dei bambini, lei va a danza, corre, gioca, salta… ed io penso sempre “ATTENTA”! Ma vedere il suo modo innocente e tranquillo di vivere la cosa, mi rende meno angosciata e penso che la mia bambina è TOSTA! Con l’avambraccio deformato a vista, non una lacrima, non un lamento, era solo preoccupata della mia eventuale sgridata! Via di corsa in Pronto Soccorso…. ore di attesa… poi sedazione totale per sistemare le ossa… gesso… e lei niente… pacata e desiderosa di sentirmi leggere il libro “La Sirenetta”! Una notte insonne con lei… ma grazie a lei è passata velocissima! I nostri bambini sono forti, determinati, capaci, sono meglio di noi!

Sono molto orgogliosa della mia Principessa, dopo questa disavventura la ammiro e la stimo sempre più. Mi ha fatto riflettere la sua reazione, mi ha fatto rivalutare tante cose! Sappiate che anche con il gesso, essendo a sinistra, continua a disegnare, fare i compiti, CREARE!

Lei è addirittura felice perché tutti gli amici le firmano il gesso… delle Bimbe le hanno detto che vorrebbero averlo anche loro… BAMBINI! Mi rendo conto che questo incidente non è nulla in confronto a malattie davvero serie, ma io sono la sua mamma, si sta male anche per il nulla! Prossimamente tornerò a scrivere di Arte e lavoretti… ma per ora siamo in pausa! Il mio piccolo ometto continua a ‘fantasiare’ … ma sento di dover aspettare il prezioso aiuto della mia Wonder Kid! A risentirci amici!

Grazie a tutti i bambini forti, dolci, determinati, preziosi! Siete un portento e migliorate la nostra Vita!