Ancora studentessa universitaria, conobbi per caso il lavoro di questo artista africano (nato in Tanzania) e me ne innamorai perdutamente. I suoi colori vivaci, i contorni netti, i soggetti dinamici e quasi fumettistici, mi accattivarono immediatamente.
Mi informai e contattai telefonicamente un suo grande collezionista che fu molto gentile e disponibile a parlarmi di lui e delle sue opere. Scoprii che spesso Lilanga fu costretto a dipingere con materiale scadente, un classico per gli artisti africani, ma ciò non influì minimamente sulle sue meravigliose creazioni.
Non fece solo tele, tantissime di grandi dimensioni, ma anche sculture che ricordano senza alcun dubbio l’Africa e la sua magia!


Allora non era per niente conosciuto, ma sono passati 15 anni, adesso cerco in Google il suo nome e ne escono diversi link interessanti a suo riguardo… per fortuna, perché lo merita!
Non sarà difficile incuriosire per qualche minuto i bambini sul lavoro di Lilanga perché saranno affascinati dai colori, dagli ‘omini’ che dipinge (come li chiama Greta), dagli oggetti che usa e che ci fanno capire di essere in un mondo un po’ diverso dal nostro; noi adulti sappiamo quanto l’Africa sia esoterica, intrigante, da rubare il cuore! I bambini percepiscono meglio di noi certe atmosfere, certi sentimenti che possono creare determinati lavori artistici e Lilanga è in grado di stabilire un collegamento con le giovani anime dei cuccioli.

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